Punti fermi dell’azienda Catia Buratto con il marito Domenico Tronca
Madre, moglie, imprenditrice. Nel caso di Catia Buratto, il concetto di donna capace di essere e di fare più cose contemporaneamente viene esaltato. I ruoli di madre e moglie li ha scelti. Quello di donna d’azienda, amministratore delegato del Gruppo Tronca, è stato il segno dei tempi. “Domenico, mio marito, il direttore generale dell’azienda, mi chiese di dargli una mano e io, dopo qualche comprensibile riflessione perché ero arrivata a quarant’anni occupandomi di altro, ho accettato. Era il 2007 e stava nascendo Umt Service. Quasi venti anni fa. Al tirar delle somme, posso parlare di una bellissima esperienza, anche se molto impegnativa”.
Quando dici Tronca, dici famiglia oltre che impresa. “Domenico mi è sempre stato vicino e mi ha formato per il ruolo non facile che sono andata a ricoprire. E’ il mio punto di riferimento”. Padre veneto e madre abruzzese, Catia è nata in Svizzera. “I miei mi hanno insegnato il senso del sacrificio per il miglioramento e io, una volta messo piede in azienda, mi sono sempre spesa per migliorarmi. Mi informo, mi aggiorno, mi applico. Sono parte integrante del Gruppo Tronca ed è un’intima soddisfazione lavorare fianco a fianco con mio marito e con i miei figli, Ugo e Mattia”. Attenzione, però, quando si entra negli uffici dell’azienda, a Popoli Terme, la moglie e la mamma cedono il passo all’amministratore delegato. “Non faccio sconti a nessuno. Il lavoro deve filare liscio e se c’è da fare un rimbrotto lo faccio eccome. La nostra è un’azienda complessa, con due cave, una a Popoli Terme e un’altra a Ofena, nell’Aquilano. Gestiamo tanti prodotti perché gli inerti sono di diversi tipi e ognuno ha un utilizzo specialistico. Abbiamo, fortunatamente, tanti clienti e negli ultimi due anni ci sono stati corposi investimenti nel parco tecnologico e una bella crescita dell’organico. Insomma, dalla mattina presto alla sera qui c’è da fare. Io manager? No, è un ruolo con troppe sfaccettature. Preferisco definirmi imprenditrice di una storica azienda familiare capace di stare al passo con i tempi”.
Sul lavoro non faccio sconti a nessuno: se c’è da fare un rimbrotto, lo faccio eccome

Il 2025 è stato un anno da incorniciare. Il Gruppo Tronca ha superato i 5 milioni di euro di fatturato, con un’Ebitda del 17%, e ci sono tutti i presupposti per un 2026 in crescita. “Ogni giorno c’è un nuovo obiettivo, ogni giorno una nuova sfida”, aggiunge Catia. “Ci sono state turbolenze negli anni scorsi ma ora, sia pur nella consapevolezza che qualcosa può sempre andare storto, stiamo volando senza problemi. Accetto le cose belle, non mi tiro indietro quando ci sono i problemi e vivo ogni giorno con la consapevolezza di dover dare il massimo. Nel lavoro non mi risparmio mai: sono fatta così. Nessuno di noi si risparmia, a dirla tutta. Ci tengo a dire che siamo una bella squadra, coesa, e che l’incontro con il consulente Enzo Puzone dello studio pescarese JP Finance&Legal è stato determinante per il cambio di passo dell’azienda. Ugo si sta forgiando come direttore tecnico e Mattia sta venendo su bene nel ruolo di responsabile amministrazione e finanza. Domenico, che io chiamo Mimmo, è il nostro faro. E’ bello vederli in armonia”.

Madre, moglie, imprenditrice. Catia dalle tante forme ha imparato anche a ritagliare, per sé e per Domenico, un momento di vita extra azienda. “Abbiano la passione per i viaggi in moto. Con la nostra bellissima Honda Rebel Custom, sostituta di una vacchia Honda del 1982, ci prendiamo qualche ora di libertà sulle strade d’Abruzzo. La nostra regione ci regala paesaggi fantastici, aria buona e cibo di qualità. La vita va assaporata. In azienda e, quando è possibile, anche fuori”.
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