Un settore strategico
Le aziende hanno bisogno di certezze. O meglio, della maggior quantità possibile di certezze in un mondo, quello della produzione, che è instabile per sua natura in quanto esposto a una serie di influenze esterne. In questi giorni, tanto per dirne una, la guerra israeloamericana contro l’Iran ha fatto schizzare alle stelle il costo dell’energia. Le aziende, soprattutto quelle dell’universo Pmi, le piccole e medie imprese che caratterizzano il sistema produttivo italiano, non hanno interlocuzioni ai massimi livelli, ammesso che possano servire a qualcosa quando entrano in scena le armi. E, quindi, cercano le certezze di prossimità. Quelle legate ai territori in cui operano, al sistema politico e all’apparato burocratico. “Non tutto dipende dalla nostra bravura. Magari fosse così”, argomenta Domenico Tronca, direttore generale del Gruppo Tronca. “Un imprenditore deve poter pianificare il lavoro e gli investimenti con chiarezza e ha bisogno di certezze. Nel nostro settore, che conosco benissimo, farebbe davvero comodo il Piano cave, strumento attraverso il quale poter programmare adeguatamente i lavori. Tutti ne avremmo benefici: dagli imprenditori ai fornitori, dai committenti alle maestranze per finire ai Comuni”.

Domenico Tronca, direttore generale del gruppo industriale con sede a Popoli Terme
“Con il Piano cave ci sarebbero benefici per tutti: imprenditori, fornitori, committenti, maestranze e Comuni”
Il Gruppo Tronca, di cui fa parte Umt Service, ha la sede a Popoli Terme (Pe) e coltiva la cava di Ofena (Aq), una delle più importanti dell’Italia centrale. L’attività del Gruppo è caratterizzata da un biennio di ascesa, i cui effetti positivi si riverberano a livello occupazionale e portano benefici alle casse dei municipi di Popoli Terme e Ofena, ma c’è sempre il rischio di incappare in qualche pastoia burocratica, come quelle che hanno bloccato per anni la cava dell’Aquilano.
“Sono certo che la politica abruzzese mostrerà sensibilità su questo argomento”
“Credo sia giunto il momento di mettere su un tavolo di trattative, con i politici regionali e locali, per elaborare un articolato e chiaro Piano cave”, propone Domenico Tronca. “Sono certo che, se riusciremo a parlare, la classe politica abruzzese, a cui sta a cuore le sorte del territorio, saprà mostrare sensibilità e avrà modo di agire con intelligenza e lungimiranza. Non si tratta di sfruttare il territorio, ma di valorizzarlo utilizzando le materie prime per il territorio stesso. Un esempio su tutti: i massi che stanno posizionando a Montesilvano, per difendere la spiaggia dall’erosione del mare, provengono dalla nostra cava di Ofena. Per questa specifica attività, abbiamo fatto investimenti ingenti nel parco tecnologico e abbiamo assunto personale qualificato. Insomma, è stato messo in moto un circuito virtuoso. Proprio quello di cui l’Abruzzo necessita. Di sforzi ne sono stati fatti tanti, in questi anni, e ne possiamo fare un altro per elaborare il Piano cave. Insieme, con il dialogo, ce la faremo”.

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